La terra di mezzo


#diariodibordo 15
Tavira, Algarve - Portogallo, Gennaio 2019

Arriviamo a Tavira, nel Sud del Portogallo, alle ultime luci del giorno.
Mentre appoggiamo le borse nella nostra stanza, dall'arredamento un po' retrò, osserviamo dalle grandi finestre il bagliore degli ultimi raggi del sole che colpiscono i tetti e i campanili della cittadina sul fiume Gilao.

E' sempre strano, spaesante, il primo approccio ad un luogo diverso da quelli a cui siamo abituati, differente come architettura, clima, suoni e colori.
Ma qui, lo spaesamento, è immediato, più profondo, interiore.




Scendiamo in strada, giù verso il ponte, poi risaliamo la collina della sponda opposta.
A un certo punto mi fermo, perchè davvero c'è qualcosa di inspiegabile nell'aria, che mi stranisce, che sembra quasi inebetirmi.
Lo capisco guardandomi intorno lentamente, a trecentosessanta gradi: la luce.
Il tramonto sembra non finire mai.
I lampioni delle vie sono già accesi, ma la luminosità naturale è ancora così piena e vitale da renderli superflui.
Il bianco delle facciate di case e chiese è un'enorme cassa di risonanza per i raggi del sole, che scendono lenti sull'oceano raccogliendone le infinite sfumature, producendo tonalità che non saprei come definire se non "cinematografiche", al limite tra sogno e realtà.  


 

Ci sono momenti, e questo è uno di quelli, in cui i luoghi più che vederli, studiarli, cercare di capirli, semplicemente li senti.
Senti il loro carattere, la loro carica di atmosfera, che qui è indubbiamente dettata da questa luce magnifica, malinconica e misteriosa.
Così aspettiamo che il tramonto svanisca, in questa "terra di mezzo tra giorno e notte" che altrove, specie in inverno, dura lo spazio di un respiro, mentre qui è incredibilmente dilatata, nel tempo e nello spazio.
Capiamo che questa luce ci accompagnerà nei prossimi giorni, e ne siamo felici.


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