Sentinelle


#diariodibordo 12
Algarve - Portogallo, Gennaio 2019

Pescatori oceanici senza vertigini, lungo le scogliere della costa Ovest.
Ce ne sono a decine, sparpagliati tra pareti e faraglioni, a picco sull'acqua agitata e profonda.
Li vedi arrivare presto, su vecchi pick up dai cassoni di legno o su cigolanti biciclette riadattate per trasportare le canne e le ceste per i pesci.

In silenzio, con calma proverbiale, lanciano l'amo e aspettano, stringendosi in goffi giubbotti per resistere alla brezza frizzante, all'umido che risale dalle onde.
Aspettano che qualche pesce abbocchi, per venderli ai ristoranti della costa, in modo da arrotondare una misera pensione o sostituire uno stipendio che non c'è.
Aspettano e osservano. Come gli uccelli che li circondano cercano le sagoma delle prede, che spesso si avvicinano per poi scivolare via, come fantasmi nell'azzurro.



Talvolta alzano la testa e il loro sguardo si apre verso occidente, inseguendo la traiettoria di un uccello che prende il volo dalla parete, raggiungendo un peschereccio al largo, dissolvendosi nella lontanissima e confusa linea d'orizzonte.

Un velo di magia li avvolge. Non capisco quanto reale o quanto costruito della mia mente agitata dall'incontro con l'Atlantico, scossa dalla fine del Continente, turbata dal vento oscuro di parole, fatti e idee che sempre di più soffiano su questa nostra meravigliosa casa comune messa continuamente in discussione.


Disposti così, in fila lungo i punti strategici di queste irte scogliere, sembrano sentinelle di confine.
Di fronte, l'Atlantico immenso.
Dietro le spalle, l'Europa. Milleni di storia, lavoro, cultura. Quella che Paolo Rumiz, in un recente articolo, ha definito "una terra a misura d'uomo, misurabile e percorribile, dove è quasi impossibile distinguere ciò che è stato fatto dalla mano di Dio e ciò che è frutto della fatica delle genti".

Sarà forse per questo che non riesco a smettere di osservarli.
Custodi del silenzio nel tempo di chi urla più forte.
Maestri dell'attesa nel tempo della frenesia.
Sentinelle umili e inconsapevoli, armate solo di canne da pesca, a difesa di un Continente in subbuglio che rischia di perdere se stesso.


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