Mille anni al mondo, mille ancora


"Mille anni al mondo, mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo, che solitudine
che bella compagnia"


Fabrizio De Andrè, Anime Salve

La scorsa settimana si è celebrato il ventesimo anniversario della morte di Fabrizio De Andrè, cantautore, poeta, grande anima che ci ha lasciato parole, racconti e musiche indimenticabili, sempre capaci di emozionare e fare riflettere.


Da giorni mi passava nella testa Anime Salve, una canzone per me straordinaria, un inno alla solitudine quando essa consiste in una scelta autonoma, che permette all'uomo di andare oltre mode, bandiere, catalogazioni, marchi, persino oltre la propria età anagrafica e il proprio tempo per entrare in un profondo stato riflessivo sulla sua condizione, su ciò che lo circonda.
Mille anni al mondo, mille ancora... che bell'inganno sa costruire l'anima che abbandona il mucchio per lasciarsi invadere dalle visioni, dalle immagini, dai misteri, dalle voci del mondo. Che grande tempo è capace di regalarsi, quanta bella compagnia. 


Ho pensato a questa canzone anche in Grecia, lo scorso anno, quando ho visitato alcuni luoghi straordinari come Micene, in una stagione dove l'antica città non è presa d'assalto dal chiassoso mordi e fuggi del turismo di massa. Camminare in silenzio e senza fretta tra quelle pietre, in un luogo così antico e ancora così riccho di mistero e magia, ha davvero ingannato la mia anima.
Il tempo mi è sembrato dilatarsi enormemente, era insieme passato e futuro. Il silenzio un'assordante coro di voci che si mischiavano per trasformarsi in un'unica melodia, una particolare frequenza di vento fatta dalla somma dei respiri dei singoli uomini che hanno calpestato quelle pietre, da mille e mille anni, che per mille anni ancora rimarranno abbagliati dalla loro grandezza, dal loro ostinato e precario equilibrio, dalla loro monumentale bellezza.


Che bell'inganno, essere consapevoli del soffio che è la propria vita in paragone alla storia, ai suoi ripetuti "passaggi e passaggi di tempo", ma sentirsi al tempo stesso immortali, perchè parte di questo immenso racconto collettivo. Capire di avere il proprio, prezioso tempo a disposizione e una piccola grande parte in questa commedia che mai chiude il sipario; proprio come ciascuna delle singole pietre che facevano di Micene un mito già nell'antichità e che ancora oggi reggono il peso del tempo e il passare di stagioni, anni, secoli.
Pietre singole, anime solitarie, ma parte del tutto, da quelle blasonate della Porta dei Leoni, a quelle minori, nascoste, umili, piccole, diverse.
Anime immortali, che continueranno per mille anni ancora a volare per il mondo.


"ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo"


Grazie Fabrizio



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