La pietra


#diariodibordo 03
Poilarocca, Alpi Liguri - Aprile 2018

"Non ho mai potuto stare senza alcuna emozione sopra una pietra lavorata da una mano umana e consumata dall'uso delle città e delle costruzioni del passato. 
Da questa calda pietra rovesciata di edifici che furono, sotto un sole che è lo stesso, mi penetra la visione eccitante delle vite degli uomini e delle generazioni, dei loro bisogni, passioni, credenze e inganni, scontri, attrazioni e rifiuti, nell'ondeggiare eterno del mare umano sulla terra dura e imperitura"

Ivo Andric, Sulla pietra a Pocitelj

Quando ho letto questa frase in un bel libro, profondo e intimo, che raccoglie gli appunti di viaggio del grande Ivo Andric (In volo sopra il mare - BEE), ho ripensato all'escursione vissuta con amici poche settimane prima, sulle Alpi Liguri.
Abbiamo attraversato luoghi stupendi e poco conosciuti, una montagna di mezzo tra mare, Alpi e Appennini che, come tante montagne italiane, mostra i segni più che evidenti del grande abbandono avvenuto negli utlimi decenni.
Attraversando l'incredibile paese fantasma di Poilarocca siamo rimasti tutti, per qualche istante, in silenzio: nel vento che agitava le lamiere dei tetti che furono, tra lampi di sole intervallati da nuvole oscure e cariche di pioggia, le voci del passato sembrava ci chiamassero, riempiendoci col loro lamento di fascino, malinconia, paura.

"C'è un bel paese fantasma da vedere lungo quel sentiero" ci disse la titolare dell'agriturismo Cioi Longhi, che con la sorella resiste sui monti della Valle Arroscia producendo e cucinando prelibatezze d'altri tempi. "Bello, beh, si fa per dire... è un po' lo specchio di quello che ci circonda".

Andric ha riassunto meglio di chiunque altro quella sensazione di contemplazione delle pietre lavorate, vissute e poi abbandonate dall'uomo, non vale la pena scrivere altro.
Riporto solo un piccolo appunto preso quel giorno, una domanda lanciata al vento, tra i nuvoloni di quella strana stagione già primaverile in viso, ma ancora invernale nelle viscere: 
 "I ciliegi han preso il posto dei prati... cosa sarà di questi luoghi straordinari senza l'opera straordinaria dell'uomo?"


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