Tra le crode


"Per capirle, le Dolomiti, veramente, occorre un po’ di più. E non vogliamo dire arrampicate in piena regola. Bastano i sentieri. Entrare, avventurarsi un poco fra le crode, toccarle, ascoltarne i silenzi, sentirne la misteriosa vita”

Dino Buzzati

Dolomiti Friulane, Settembre 2017


Perché queste pietre ci chiamano, ci affascinano, ci rapiscono? 
In fondo sono solo sassi, grandi sassi silenziosi. 
Il fatto è che li dentro c'è mistero, bellezza, agonia, pace, tumulto, energia: sono uno specchio, l'immagine di qualcosa da sempre nascosto in noi.


In mezzo a questi anfiteatri naturali ci si sente piccoli, quasi invisibili, si riallineano le proporzioni del proprio ego.
Ma al tempo stesso si comprende che anche un sasso, un filo d'erba, così come noi stessi, siamo parte integrante di questo misterioso insieme.


Basta un raggio di luce, che sfarfalla oltre i crinali, o una nuvola, che passando muta i toni della dolomia. Oppure un soffio di vento, ingigantito dalla cassa armonica delle pareti, o il suono cupo di un scarica di sassi, giù, per un ghiaione.
Basta poco, davvero poco, per sentire un richiamo profondo.
Per risvegliare, in un sottile attimo d'emozione, l'animale, il bambino, l'uomo ancora capace di far vibrare la propria vita.  


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