Nel rifugio dell'Artista

Lo scultore Giuseppe Serafini tra le sue opere
Giuseppe con un suo studio per una nuova scultura

Il laboratorio di un artista è un luogo di per sè sempre affascinante. Sono convinto che le opere d'arte, infatti, derivino non solo dall'autore, dalla sua genialità, ma anche dal luogo in cui sono prodotte, dall'atmosfera che esso emana.
Se un luogo come questo è a pochi passi da casa tua e l'artista è un tuo compaesano la curiosità di scoprirlo aumenta e così, alcuni giorni fà, ho colto l'occasione che l'iniziativa "Sarmato Arte" ha dato: quella di un workshop con lo scultore Giuseppe Serafini, organizzato all'interno del suo laboratorio.

Di fianco al cimitero di Sarmato sorge una vecchia casa, attaccata alla chiesetta della Madonna di Caravaggio. Di fronte ad essa, in fila, dei blocchi di pietra: come in una sala d'attesa aspettano il loro turno. Per trasformarsi, per prendere vita.



I blocchi di pietra di fronte al laboratorio


La casa, all'interno, è un'esplosione di forme e colori. Statue, disegni, bozzetti, ma non solo. C'è tutta la vita di Giuseppe, l'artista: le foto allegre sue e dei suoi amici, il gagliardetto della squadra del cuore, i libri, le immagini dei genitori e dei cari scomparsi, gli attrezzi da lavoro, i manifesti delle varie mostre a cui ha partecipato, i poster dei suoi modelli, come quello di Picasso e di un gruppo musicale, i Nomadi... Ma ci sono anche statue non sue, come i busti dei partigiani sarmatesi di Paolo Maserati, custoditi con cura per poterli salvare dai danni del tempo e dell'incuria, in attesa che qualcuno si decida a investire per restaurarli.

Bozzetti e disegni

Alcuni strumenti

Altri bozzetti

Il luogo, questo "rifugio" dell'artista, è significativo anche per la storia che si porta stretta tra i mattoni: qui hanno vissuto Giuseppe e la sua famiglia, negli anni dell'ultima guerra e in quelli successivi caratterizzati dall'impegno politico per la ricostruzione. Si respira aria partigiana, di lotta e passione... a pochi passi, nel canale lì vicino, è stato brutalmente ucciso uno dei partigiani sarmatesi, Dario Marazzi, e qui, grazie alle opere di Giuseppe, si è concretizzato l'impegno per non dimenticare, fatto di sculture e monumenti alla resistenza realizzati per vari Comuni della zona.

Ma è proprio l'aria di casa, di nido, che traspare nelle opere.

"I miei soggetti", racconta Giuseppe, "sono lo specchio dei miei valori, sempre positivi: la famiglia, l'amore, l'amicizia, la pace, la fratellanza".

Alcune opere di Serafini

Un'opera dell'artista, che rappresenta il passaggio dall'arte
figurativa a quella cubista
Camminando su e giù per la ripida scala di legno e osservando le statue si comprende la maturazione dell'artista, dalle prime opere più figurative e vicine alla realtà fino alle ultime, in pieno stile cubista.

Statue appena realizzate nel laboratorio

Tra spigoli, buchi, sfere e onde appaiono figure di natività, di colombe, di amanti, di innamorati, di donne distese a prendere il sole, di contorsionisti... sembra di essere nel retro del palcoscenico di un grande teatro, nella confusione e nel viavai della vigilia di una prima: le statue come attori impazienti, pronti a prendere la scena.

Giuseppe Serafini, Artista con la A maiuscola, il grande regista.

Sulle scale per il piano superiore
Giuseppe tra le sue opere
Giuseppe in posa di fronte a una colomba, uno dei suoi soggetti più ripetuti

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