Galaverna...e il bosco diventa incantato

Domenica mattina ci siamo svegliati in una giornata fredda e limpida. L'intento era quello di fare qualche ora di camminata a piedi e la direzione scelta sono state le Foreste Casentinesi.
Al Passo della Calla abbiamo inboccato il sentiero di crinale verso l'eremo di Camaldoli... dopo poche decine di metri, all'interno del bosco si è rivelato a noi un mondo fiabesco: la galaverna, umidità intrappolata nelle nebbie, trasportata dal vento, liberata dal contatto con gli alberi e poi di nuovo imprigionata dal gelo, creava un'immensa ragnatela bianca e immobile tra le chiome e i tronchi dei faggi spogli.
Un'immagine pura, una trasfigurazione del bosco che pareva fatto di foglie nuove, di cristallo.

Come dice Guccini in una delle sue canzoni (Quello che non, tra le mie preferite)... abbiamo sentito d'un fiato... che il Dio dell'inverno è arrivato.
Questa coltre di ghiaccio, che presto lascerà spazio alla neve, mi ha però regalato un lungo attimo di pace.
A volte siamo nudi come i faggi d'autunno di fronte alle paure, alla vita. Ed è bello, anche per pochi istanti, vestirsi di freddo distacco, di bianca purezza, tornare bambini emozionati di fronte alla natura sovrana.

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